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	<title>News - Diana Tramma</title>
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	<description>Andare oltre i conflitti</description>
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	<title>News - Diana Tramma</title>
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	<item>
		<title>La gestione del tavolo di mediazione</title>
		<link>https://www.dianatramma.com/la-gestione-del-tavolo-di-mediazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Tramma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 18:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog mediazione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Blog mediazione familiare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 13 Gennaio, presso DPL Mediazione-Torino ed in occasione dei "Lunedì del Mediatore", affronteremo l'argomento relativo alla gestione del tavolo di mediazione. L'invito è aperto agli addetti ai lavori ma anche a CHIUNQUE sia interessato a conoscere l'istituto della Mediazione. Vi aspettiamo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatramma.com/la-gestione-del-tavolo-di-mediazione/">La gestione del tavolo di mediazione</a> proviene da <a href="https://www.dianatramma.com">Diana Tramma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Fra i vari compiti del mediatore vi è quello di gestire il tavolo della mediazione. Ma questo cosa comporta?</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si può pensare di affrontare l’argomento su due livelli diversi: un primo livello è quello “estetico”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>; per poi passare a ragionare su di un livello “contenutistico”<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Da un punto di vista estetico, pensiamo al luogo della mediazione (o “tavolo” della mediazione) come uno spazio fisico preposto ad accogliere le parti, con le loro istanze ed i loro vissuti. Pensiamo pertanto al “setting” della Mediazione.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio della prossemica<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> porta ad osservare come determinate caratteristiche del <em>setting</em> possano aiutare le parti a sentirsi più accolte ed a loro agio, in una fase in cui la relazione di fiducia con il mediatore si deve ancora instaurare ed il “ghiaccio” non si è ancora rotto. Pensiamo, quindi, ad un primo incontro tra le parti ed il mediatore, ove questi non si siano mai conosciuti e l’ambiente non sia già stato esplorato. Ciò vale per la mediazione familiare <em>in primis </em>ma anche per la mediazione civile e commerciale.</p>
<p>In formazione, ai mediatori viene consigliato di far in modo che le parti si siedano attorno ad un tavolo rotondo, preferibilmente trasparente (di vetro) e che tale tavolo abbia una dimensione utile a rispettare i confini della “zona di protezione” di ciascuno. Il tavolo, però, non dovrebbe neanche essere eccessivamente grande nelle dimensioni; la qual cosa distanzierebbe troppo le parti con conseguenze sul loro comportamento in mediazione. Alcune altre scuole di pensiero prediligono l’assenza di ostacoli tra le parti che, beneficiando di semplice sedie, non vedranno frapporsi fra loro alcun tavolo divisorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L‘esperienza, al di là della teoria, porta a ritenere che il giusto spazio prossemico vari a seconda degli individui, della loro cultura, provenienza e sostrato sociale. Il mediatore potrà dunque capire nel corso dell’incontro se vi siano diverse esigenze a cui sarebbe bene accondiscendere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro interessante spunto lo forniscono Fisher e Ury, celeberrimi esponenti della Mediazione Negoziale della Harvard School. Nel loro libro manifesto “L’Arte del Negoziato”<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> consigliano, nella sezione dedicata alla conduzione delle varie fasi della mediazione ed all’interno dello <em>step </em>di <em>Branstorming</em> , il trasferimento delle parti in apposita stanza ad esso dedicata ed attrezzata (con lavagna ad es.) affinché le parti possano “prendere fiato” dopo la prima fase critica di gestione del conflitto latente ed affrontare quindi con più lucidità la fase di <em>problem solving</em>.</p>
<p>L’argomento è passibile di essere ulteriormente approfondito con nuovo apporti scientifici e sociologici e sarebbe interessante prenderne parte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Per quanto attiene al “contenuto” dell’attività di gestione del tavolo di mediazione, vale evidenziare subito che il ruolo del mediatore è quello anche di fornire una GUIDA alle parti che si accingono ad affrontare il PERCORSO di mediazione.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La procedura di mediazione deve essere per sua stessa natura informale, il mediatore con il consenso delle parti può decidere autonomamente lo sviluppo dell’<em>iter</em> ed anche il luogo più confacente alle necessità dei “mediandi”. Ciò comporta che, anche in un contesto più istituzionalizzato come quello della Mediazione Civile e Commerciale, qui Italia posta sotto il controllo degli Organismi di Mediazione, il mediatore possa anche variare la sede dell’incontro rispetto quella dell’Organismo, se concordato tra le parti, mediatore e Responsabile dell’Organismo<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>; magari considerando più adeguato un <em>setting</em> diverso. A chi vi scrive, a titolo esemplificativo, è capitato in due casi di mediazione civile e commerciale di decidere (constatata la disponibilità e l’inclinazione delle parti) di gestire un specifica fase negoziale in un contesto conviviale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò che interessa è che il mediatore dovrà mantenere il polso della situazione, porre confini e chiarire sin da subito alcune regole da rispettare. Figurativamente, poiché di tavolo di mediazione qui si sta trattando, si può azzardare la similitudine fra il più benevolo dei <em>croupier</em> di una sala da gioco ed il mediatore: il mediatore può essere visto come colui che fornisce gli strumenti alle parti per gestire ed eventualmente risolvere il loro conflitto. Il banco salta quando lo richiedono le parti, essendo opportuno sia del tutto volontaria la loro permanenza e la loro disponibilità a mettersi in gioco, ma salta anche quando il mediatore si rende conto che le regole non sono state rispettate.</p>
<p>Tali regole, dunque, sono:&#8230;&#8230;&#8230; <em>(il contenuto dell&#8217;articolo verrà affrontato integralmente in occasione del Lunedì del mediatore, sopra citato)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Diana Tramma</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Senza un diretto riferimento all’esperienza artistica, la parola è passata anche nel linguaggio comune per indicare l’aspetto e i caratteri soprattutto esterni di oggetti, prodotti, operazioni suscettibili di essere considerati esteticamente;</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Che si riferisce al contenuto, al valore dell’oggetto.</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> (Cit, Treccani): parte della semiologia che studia il significato assunto, nel comportamento sociale dell’uomo, dalla distanza che l’individuo frappone tra sé e gli altri e tra sé e gli oggetti, e quindi, più in generale, il valore attribuito da gruppi sociali, diversi culturalmente o storicamente, al modo di porsi nello spazio e al modo di organizzarlo. Uno spazio (fisico, o sociale) può essere vissuto in modi differenti sia che si tratti, per es., di uno spazio (fisico) angusto e accidentato, oppure esteso e facilmente occupabile, sia che si tratti di uno ‘spazio’ all’interno di un partito politico, di una entità di lavoro, della famiglia, del gruppo di vicinato, e così via. Nell’ambito della famiglia, per es., fenomeni quali l’espansione affettiva, l’isolamento, la promiscuità dei sessi e delle generazioni sono strettamente dipendenti dall’organizzazione e dall’occupazione degli spazi interni. Lo stesso vale per la formazione di gruppi di vicinato negli agglomerati urbani, dove, per quanto gli spazi siano notoriamente piccoli, si assiste a una scarsa formazione di interazione, in quanto vengono a mancare le occasioni di incontro tra gli inquilini. La sociologia stessa può essere definita una p. generale. L&#8217;analisi di una società, infatti, può essere limitata, senza che perda tuttavia rilevanza sociologica, allo studio della distribuzione della popolazione sullo spazio fisico, alle trasformazioni impresse al territorio, alle forme di insediamento e così via.</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> “Getting to yes” (1981)</p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Vedi Regolamento di Mediazione in vigore presso la Camera Arbitrale di Milano. Prendo questo ultimo a riferimento poiché lo considero tra i più autorevoli e meglio rispecchianti le disposizione contenute nel D.M. n. 180/2010 Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28.</p>
<p><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> Cfr. dottrina di José Ortega y Gasset. “Ei fu” un noto intellettuale, scrittore e filosofo legato al <em>Noucentisme</em> (movimento di rinnovamento culturale che cercava di rompere con le forme del passato), prospettivismo (non esiste una sola verità ma ognuno di noi ha la propria visione della vita) e il <em>raciovitalismo</em> in un momento tra gli attimi prima istituzione della Seconda Repubblica e la dittatura di Franco. In mediazione non si ricerca la Verità ma si fornisce lo spazio alle parti per raccontare la Loro verità.</p>
<p><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> Friedrich Glasl, 1982.</p>
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			</item>
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		<title>&#8220;Dipingere non è un&#8217;operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un&#8217;opera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi.&#8221; Pablo Picasso</title>
		<link>https://www.dianatramma.com/dipingere-non-e-unoperazione-estetica-e-una-forma-di-magia-intesa-a-compiere-unopera-di-mediazione-fra-questo-mondo-estraneo-ed-ostile-e-noi-pablo-picasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Tramma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 17:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog mediazione penale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visualizziamo i colori che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Io ci ho provato e, per una volta, ho avuto l'impressione che questi colori ci accomunassero tutti. Ed allora perché non fermarci a discutere della parola Comunità? Magari provando a ridisegnarla anche per rimarcare i suoi confini talvolta sfumati. Parliamone con il semplice buon senso e quel poco di saggezza che talvolta ripeschiamo dal cilindro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatramma.com/dipingere-non-e-unoperazione-estetica-e-una-forma-di-magia-intesa-a-compiere-unopera-di-mediazione-fra-questo-mondo-estraneo-ed-ostile-e-noi-pablo-picasso/">&#8220;Dipingere non è un&#8217;operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un&#8217;opera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi.&#8221; Pablo Picasso</a> proviene da <a href="https://www.dianatramma.com">Diana Tramma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quale fra le diverse <strong>emozioni</strong> vi sembra abbia tinteggiato, con i suoi colori caratteristici, questi ultimi dieci anni?</p>
<p>Anni difficili questi, possiamo riconoscerlo: io intravedo il <strong><span style="color: #c94949;">rosso</span></strong> sbiadito di una rabbia che ha perso la sua energia ed ha lasciato un fondo di amarezza; il <span style="color: #428bb3;"><strong>blu ceruleo</strong></span> di una tristezza che minaccia il futuro… ma anche il <span style="color: #000000;"><strong>bianco</strong></span>, di un fiore che sboccia all’improvviso come risposta ad una richiesta di purezza e di un desiderio di fare “tabula rasa” e ricominciare da zero; il <strong><span style="color: #219445;">verde smeraldo</span></strong>, gentile richiesta di riavvicinamento verso una natura un po’ (tanto) tradita.</p>
<p><strong>Per una volta, mi sembra che questi colori ci accomunino tutti.</strong> Ed allora perché non fermarci a discutere della parola <strong>Comunità</strong>? Magari provando a ridisegnarla anche per rimarcare i suoi confini talvolta sfumati. Ridisegnarla&#8230; però senza colori che ricordino aderenze politiche o convinzioni religiose. Parliamone con il semplice buon senso e quel poco di saggezza che talvolta ripeschiamo dal cilindro.</p>
<p>Possiamo anche pensare di realizzare questo disegno assumendo un <strong>diverso punto di fuga</strong> cioè quello che non ci inquadra come “perfetti&#8221; ma che, diversamente, svela anche il nostro lato più miserabile. Sì, ho utilizzato proprio il termine miserabile: nella sua accezione più compassionevole.</p>
<p>All’interno di questa ritratteggiata comunità, non sarebbe forse più facile guardarci negli occhi con serenità? Senza più lo <strong><span style="color: #940707;">scarlatto</span></strong> della rabbia e il <span style="color: #364f80;"><strong>bluastro</strong></span> della disillusione ma solo con la <strong>trasparenza</strong> dell’acqua.</p>
<p>Magari (quante stupore potremmo provare!) <strong>potremmo addirittura riuscire a perdonare agli altri quello che non tolleriamo di noi stessi</strong>.</p>
<p>Magari, dall’altro lato, <strong>ci prenderemmo -con rinvigorita buona disposizione d’animo- il nostro “carico” di responsabilità verso la comunità</strong>.</p>
<p>(&#8230;E l’intimo percorso verso l’individuale <em>virtute e canoscenza</em> sarebbe assai più lieto.)</p>
<h2>Comunità e giustizia. Il modello di giustizia riparativa (<span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.dianatramma.com/mediazione-penale/">approfondisci qui</a></span>) ci propone qualche riflessione.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'comic sans ms', sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>[A Milano, presso l&#8217;Organismo di Mediazione <span style="text-decoration: underline;">DPL Mediazione &amp; Co.</span>, il 25-26-27 Ottobre si parlerà di Giustizia Riparativa; a <span style="text-decoration: underline;">Rivalta di Torino</span>, un Convegno tratterà il tema dei minori a confronto con le regole del sistema familiare e sociale]</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatramma.com/dipingere-non-e-unoperazione-estetica-e-una-forma-di-magia-intesa-a-compiere-unopera-di-mediazione-fra-questo-mondo-estraneo-ed-ostile-e-noi-pablo-picasso/">&#8220;Dipingere non è un&#8217;operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un&#8217;opera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi.&#8221; Pablo Picasso</a> proviene da <a href="https://www.dianatramma.com">Diana Tramma</a>.</p>
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		<item>
		<title>La tutela della riservatezza nella Mediazione Civile e Commerciale e nella Mediazione Familiare</title>
		<link>https://www.dianatramma.com/la-tutela-della-riservatezza-nella-mediazione-civile-e-commerciale-e-nella-mediazione-familiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Tramma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 13:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog mediazione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Blog mediazione familiare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evento si propone di offrire un breve panoramica degli aspetti inerenti la tutela della Privacy in particolari contesti di applicazione quali i procedimenti di mediazione e civile e commerciale e i percorsi di mediazione familiare. Partecipa anche tu il 18 OTTOBRE 2019 (h. 14:15-16:30) presso Tribunale di Torino, Aula 74 c/o Consiglio dell’Ordine degli Avvocati Torino (ingresso 18, 1° piano).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatramma.com/la-tutela-della-riservatezza-nella-mediazione-civile-e-commerciale-e-nella-mediazione-familiare/">La tutela della riservatezza nella Mediazione Civile e Commerciale e nella Mediazione Familiare</a> proviene da <a href="https://www.dianatramma.com">Diana Tramma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>La tutela della riservatezza nella Mediazione Civile e Commerciale e nella Mediazione Familiare</h1>
<p>&nbsp;</p>
<h2>18 OTTOBRE 2019 (h. 14:15-16:30)</h2>
<h2>Tribunale di Torino, Aula 74 c/o Consiglio dell’Ordine degli<br />
Avvocati Torino (ingresso 18, 1° piano)</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L’evento si propone di offrire un breve panoramica degli aspetti inerenti la tutela della Privacy in particolari contesti di applicazione quali i procedimenti di mediazione e civile e commerciale e i percorsi di mediazione familiare. Gli spunti di riflessione vogliono essere forniti in modo tale da coinvolgere i partecipanti in dibattito e rendere interlocutorio l’incontro. Si vuole anche affrontare la tematica della Deontologia inerente la professione forense nella particolare situazione nella quale versa il professionista che si trova ad assistere il cliente durante i procedimenti/percorsi (equilibrio fra tutela della parte e leale collaborazione con i colleghi).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vi aspetto!</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.dianatramma.com/wp-content/uploads/2019/06/Evento-Diana-Tramma.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="wp-image-1208 aligncenter" src="https://www.dianatramma.com/wp-content/uploads/2019/06/iconfinder_pdf_272699.png" alt="" width="25" height="25" /></a><a href="https://www.dianatramma.com/wp-content/uploads/2019/09/locandina-convegno.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica la locandina dell&#8217;evento</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatramma.com/la-tutela-della-riservatezza-nella-mediazione-civile-e-commerciale-e-nella-mediazione-familiare/">La tutela della riservatezza nella Mediazione Civile e Commerciale e nella Mediazione Familiare</a> proviene da <a href="https://www.dianatramma.com">Diana Tramma</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Conoscere e gestire il conflitto nelle nuove famiglie</title>
		<link>https://www.dianatramma.com/conoscere-conflitto-nuove-famiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Tramma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 05:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog mediazione familiare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poche settimane fa ho avuto il piacere di partecipare, in qualità di relatrice ed insieme alla nota psicologa e psicoterapeuta Franca Petracca, ad un incontro destinato a genitori e professionisti di vari settori -quali psicologi, avvocati ed educatori- incentrato sullo strumento della mediazione familiare. E’ stato interessante notare come sia sempre più evidente l’utilità di confronti non solo interdisciplinari ma anche su vari livelli cioè che mettano a confronto utenti e professionisti di varie materie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatramma.com/conoscere-conflitto-nuove-famiglie/">Conoscere e gestire il conflitto nelle nuove famiglie</a> proviene da <a href="https://www.dianatramma.com">Diana Tramma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Incontro tra genitori e professionisti</h2>
<p>Poche settimane fa ho avuto il piacere di partecipare, in qualità di relatrice ed insieme alla nota psicologa e psicoterapeuta Franca Petracca, ad un incontro destinato a genitori e professionisti di vari settori -quali psicologi, avvocati ed educatori- incentrato sullo strumento della mediazione familiare. E’ stato interessante notare come sia sempre più evidente l’utilità di<strong> confronti non solo interdisciplinari ma anche su vari livelli</strong> cioè che mettano a confronto utenti e professionisti di varie materie.</p>
<p>Sono emerse, nella particolare fattispecie, le esigenze sentite dai genitori che versano in stato di conflitto nel contesto della separazione. Sono altresì emerse le domande e curiosità dei professionisti che assistono queste persone e che valutano la <strong>mediazione familiare come uno strumento utile da integrare ai propri percorsi professionali</strong>. Abbiamo provato a dare qualche risposta. Si è parlato dei nuovi modelli di famiglia ma anche delle reazioni fisiologiche e non dei figli di fronte a situazioni altamente conflittuali ed infine del ruolo del mediatore. I <strong>feedback dei partecipanti sono stati molto positivi</strong> ed è emersa la voglia, e forse anche la necessità, di ripetere incontri simili per creare un <strong>canale virtuoso di informazioni, buone pratiche</strong>&#8230;. ma anche per far sentire le persone a cui, noi i mediatori familiari ci dedichiamo, <strong>meno sole</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.dianatramma.com/wp-content/uploads/2019/06/Evento-Diana-Tramma.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="wp-image-1208 aligncenter" src="https://www.dianatramma.com/wp-content/uploads/2019/06/iconfinder_pdf_272699.png" alt="" width="25" height="25" /></a><a href="https://www.dianatramma.com/wp-content/uploads/2019/06/Evento-Diana-Tramma.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica la locandina dell&#8217;evento</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatramma.com/conoscere-conflitto-nuove-famiglie/">Conoscere e gestire il conflitto nelle nuove famiglie</a> proviene da <a href="https://www.dianatramma.com">Diana Tramma</a>.</p>
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