Come lavoro

“Quando si è iniziato a considerare l’arte da espressione di creazione a espressione di sentimenti, ognuno poteva essere artista, perché tutti hanno dei sentimenti”.
Fernando Pessoa

Pensa a come nasce un’opera d’arte; a quando non è solo il frutto dell’ingegno di un unico artista, ma un percorso collettivo che coinvolge più persone che collaborano per realizzare un quadro, una scultura, una struttura architettonica che incontri la soddisfazione di tutti.

La mediazione per me è proprio questo: un percorso in cui le persone (dette anche parti) sono protagoniste e il mediatore usa tutti gli strumenti a sua disposizione per portarle verso la composizione di quest’opera d’arte. Solo che quest’opera non è qualcosa da ammirare in un museo o per strada, ma riguarda la loro vita.

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Mediare è un'arte

Cerco di fare questo nel mio lavoro, con le persone che vengono in mediazione: le aiuto a elaborare una soluzione condivisa, passando per il delicato processo di riconoscimento proprio e dell’altro. Ognuna delle parti è dunque artefice della risoluzione consensuale e cooperativa.

Così come l’opera d’arte cambia a seconda di chi la vede, allo stesso modo la mediazione non è mai uguale per tutti, così come non lo è la soluzione, che è personale, unica, il più possibile duratura.

Se l’avvocato assiste le parti, nel caso della mediazione il mio ruolo è di continuo sostegno.

Un approccio di tipo umanistico-trasformativo e negoziale

Il mio approccio nella mediazione è sia di tipo umanistico-trasformativo che negoziale.

L’approccio umanistico richiede di saper accogliere, attraverso un ascolto attivo, le dimensioni emotive e i valori vissuti dalle persone coinvolte direttamente o indirettamente.

È allo stesso tempo anche trasformativo perché il mio obiettivo è quello di individuare e supportare ogni occasione che porti a un possibile miglioramento (trasformazione) dell’interazione. Questo lasciando alle parti la scelta sia dei contenuti da trattare che dei possibili esiti di un accordo. 

L’approccio negoziale – che applico anche nel contesto familiare, oltre che nell’aziendale e nel civile e commerciale – mi permette di arrivare, tramite l’emersione degli interessi e bisogni latentu, a una negoziazione che parte dal vagliare tutte le alternative possibili. Un approccio non giudicante che punta a un accordo che soddisfi tutte le parti in gioco.

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