Litigi in famiglia? Talvolta la miscela fra legami parentali, impresa e patrimonio può diventare esplosiva.

I conflitti nei nuclei familiari allargati (parenti) esistono da sempre. Gli esiti spesso arrecano danni a tutti i componenti, anche quelli non direttamente coinvolti nel litigio. Non ci si riferisce solo a dispiaceri o sofferenze derivanti dal deterioramento della relazione ma anche, concretamente, a conseguenze negative che possono riversarsi sulle aziende di famiglia o sui patrimoni. Soffermiamoci... prima che sia tardi.

Quante volte abbiamo sentito di aziende storiche familiari che hanno incontrato un triste epilogo (magari dopo generazioni) a seguito di dissidi fra i parenti?

Conflitti nati per presunti motivi attinenti la gestione dell’azienda ma che, con ottime probabilità, nascondevano radici più profonde.

Senza voler disturbare marchi aziendali di riconosciuto prestigio nazionale ed internazionale, ci sarà ben capitato di constatare che “quella” piccola azienda gestita da padri e figli del nostro Comune, la cui insegna avrà incrociato mille volte i nostri percorsi, ad un certo punto si è spenta.

Quando il management o gli stessi soci sono fra loro imparentati, il funzionamento di una impresa può essere più difficoltoso se non si riconosce e gestisce l’intrecciarsi dei più livelli su cui interagiscono gli individui.

Talvolta un netto distacco emotivo può sembrare funzionale in un contesto lavorativo, questo però non è sempre possibile … semplicemente perché innaturale. (Leggi a proposito: Welfare e mediazione: un’opportunità per l’azienda e la persona).

Insorta scarsità di risorse, mancanza di riconoscimento, senso di appartenenza tradito sono solo alcuni esempi di bisogni frustrati che possono minare la relazione e, nel nostro specifico caso, una buona collaborazione. Questo non vale solo per le aziende di famiglia ma pensiamo anche -continuando a voler aderire alla tematica parentale- a quei patrimoni che comprendono immobili di famiglia la cui cura, gestione e fruizione devono essere suddivise (case di villeggiatura, ad esempio).

Ma il conflitto è davvero da demonizzare?

Pensiamo, invece, a come la situazione potrebbe ad un certo punto fornire quella spinta propulsiva utile ad un cambiamento. Pensiamo a come sfruttarla verso un miglioramento!

Se è vero, infatti, che nelle aziende familiari: manca formalizzazione nella gestione e nel percorso decisionale; talvolta le deleghe di responsabilità sono basate sulla aderenza al nucleo familiare piuttosto che sulla competenza personale; che i conflitti si perpetuano magari per anni…. Forse possiamo riconoscere questi elementi come un nuovo punto di partenza. Possiamo farlo da soli (quando il dialogo non si sia interrotto) o con l’aiuto di un terzo (il mediatore).

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